Acne: cos’è e come curarla

L’acne è un processo infiammatorio che colpisce il complesso formato da ghiandola sebacea e follicolo pilifero. Le zone in cui si può manifestare l’acne sono soprattutto viso, collo, torace e schiena.

Quest’utlima può creare gravi problemi psicologici in quanto spesso deturpa il volto al punto tale da compromettere le relazioni sociali.

Come si forma?

Acne
Acne

Alla base dell’acne c’è un eccesso nella produzione di sebo.  Il sebo eccedente va ad otturare il “poro” da cui fuoriesce il pelo.

Il canale del poro si riempie, quindi, di sebo e frammenti di cellule epiteliali.

All’esterno inizialmente appare un punto bianco o “grano di miglio” (comedone chiuso). Sotto la pressione del sebo il poro si può riaprire formando un punto nero (comedone aperto).

Se, invece, il poro rimane chiuso, l’accumulo di sebo può lacerare la guaina che riveste il follicolo pilifero, creando infiammazione. Quando questa infiammazione riesce a rompere lo strato epidermico, compare una papula o una pustola (il classico “foruncolo”). Se l’infiammazione non riesce a trovare una via d’uscita, si formano cisti e noduli.

Le cause

La genesi dell’acne è multifattoriale. Sicuramente c’è una predisposizione genetica. Intervengono poi fattori ormonali (ciclo mestruale, adolescenza, gravidanza, ovaio policistico, contraccettivi), batterici (Propionibacterium acnes), psicologici (stress, ansia, depressione) e alimentari. Anche l’inquinamento ambientale, l’assunzione di farmaci e l’utilizzo di cosmetici e/o sostanze aggressive sulla pelle può avere ripercussioni sull’acne.

Psico-somatica

La pelle è l’organo che ci separa dal mondo esterno (art. La pelle: molto più di una buccia!). Essa invia costantemente messaggi sensoriali che ci permettono di discriminare l’Io dal non-io. La pelle, insieme agli altri organi di senso, è quindi un mezzo per conoscere il mondo esterno.

In chiave psicosomatica i sintomi cutanei sono rappresentazioni analogico-simboliche di situazioni che non vengono espresse adeguatamente dall’Io. Pensiamo a come le emozioni si manifestino sulla pelle (vergogna, ansia, rabbia..). Più l’individuo fatica ad esprimere le proprie emozioni, più la pelle riceve la scarica di tali contenuti psichici. La somatizzazione cutanea rappresenta, quindi, il tentativo dell’Io di scaricare nel non-Io le parti inconsce inespresse.

Omotossicologia

Secondo l’omotossicologia la malattia è l’espressione della risposta difensiva dell’organismo contro delle tossine (omotossine). Tali tossine possono provenire dall’esterno (omotossine esogene) o essere prodotte dal nostro organismo (omotossine endogene).

Quando tali tossine aumentano e l’organismo non riesce ad eliminarle attraverso le normali vie di scarico, compare la malattia che non è altro che un tentativo di eliminare queste tossine. Se le tossine non vengono espulse, si accumulano nell’organismo, creando malattie sempre più gravi (vicariazione progressiva).

Anche l’acne può essere vista sotto questo aspetto. Quando aumentano le omotossine esogene (batteri, alimenti, inquinamento, cosmetici, sostanze aggressive…) e/o quelle endogene (ormoni, fattori psichici), compaiono le manifestazioni acneiche.

Cosa Fare

Acne
Acne

La medicina ufficiale cerca di “bloccare” l’acne. Per questo scopo propone, a seconda dei casi, creme antibatteriche, creme antibiotiche, fino a potenti farmaci per via generale come ormoni, antibiotici o isotretinoina (utilizzata sotto stretto controllo medico in quanto può essere tossica e provocare malformazioni in caso di gravidanza).
La medicina alternativa, invece, si propone di contrastare le cause che portano alla malattia. Cerca, infatti, di ridurre le omotossine attraverso la sospensione di farmaci o ormoni assunti e la correzione della dieta.

Propone poi:

  • rimedi “di terreno”, che vanno ad agire su predisposizione genetica, psiche ed equilibrio neuro-endocrino;
  • rimedi sintomatici, che attenuano le manifestazioni dell’acne;
  • rimedi drenanti, che incrementano l’eliminazione delle tossine attraverso le normali vie di scarico.

Può, inoltre, essere utile verificare che i cosmetici utilizzati siano adeguati e praticare una corretta detersione.

Il ruolo della medicina estetica

Anche la medicina estetica può aiutare a contrastare l’acne soprattutto attraverso l’impiego dei peeling. Si tratta dell’applicazione sulla pelle di sostanze acide (prevalentemente acido glicolico o acido salicilico), che stimolano la desquamazione della pelle e aiutano ad eliminarne le impurità. Dal punto di vista omotossicologico potremmo dire che il peeling incrementa l’eliminazione delle tossine attraverso la pelle. Il trattamento col peeling prevede almeno 4-5 sedute a distanza di 1-2 settimane. Il peeling ha scarsi effetti collaterali (solamente un leggero rossore) ed è molto efficace nel diminuire i fenomeni infiammatori associati all’acne.

Va, infine, tenuto presente che è molto importante intervenire tempestivamente. Si può così mantenere un aspetto che non interferisce con la vita sociale (art. wellness) ed evitare anti-estetiche cicatrici che possono compromettere l’aspetto in maniera permanente.sull’acne.