La Disbiosi – Quando si altera la flora intestinale

Col termine “disbiosi” si intende l’alterazione del la flora batterica intestinale. Abbiamo visto nell’articolo sul microbiota come siano fondamentali la biodiversità e il giusto rapporto tra le diverse specie batteriche che lo compongono. La disbiosi si verifica quando:

  • Diminuiscono i microrganismi “buoni”
  • Aumentano i microrganismi “cattivi”
  • Si perde la biodiversità

Cosa genera la Disbiosi?

Ho già parlato dell’importanza della dieta nel determinare la composizione del microbiota. Oltre alla dieta influiscono fattori genetici, età, stile di vita, utilizzo di alcol, droghe e sigarette.

Un’alterazione della flora intestinale è stata descritta in numerose condizioni patologiche: disturbi endocrini, malattie autoimmunitarie, infezioni, infiammazioni, sindrome metabolica, diabete, obesitàimmunodeficienza, malattie neuro-muscolari, autismo, depressione, ansia, allergie, infertilità, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimertumori. La ricerca scientifica sta cercando di stabilire quale ruolo possa avere la disbiosi in tali patologie.

La Disbiosi
La Disbiosi

Allo stato attuale delle conoscenze sappiamo con certezza che stress emozioni si ripercuotono su ormoni e peristalsi intestinale influenzando il microbiota (art. La salute passa per l’intestino!).

Sicuramente intervengono nel modificare il microbiota anche le patologie del sistema digerente: le allergie e le intolleranze alimentari, l’alterazione della produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco, le resezioni gastriche e intestinali, le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Chron, Colite ulcerosa), i diverticoli, le patologie del pancreas e delle vie biliari..

Un ruolo importante nel determinare la disbiosi hanno certamente gli antibiotici, il cortisone, i contraccettivi orali, i gastroprotettori (farmaci che riducono la produzione di acido dello stomaco), gli immunosoppressori e la radioterapia.

Potrebbero, infine, avere ripercussioni sulla flora anche le sostanze che assumiamo con gli alimenti: coloranti, conservanti, pesticidi, metalli pesanti, farmaci (pensiamo alla carne degli animali che vengono trattati con ormoni e antibiotici!)

Quali sono le conseguenze della Disbiosi?

La disbiosi provoca una diminuzione delle sostanze benefiche prodotte dai batteri intestinali (acidi grassi a catena corta, butirrirrato.. ), che esercitano una funzione di protezione della parete intestinale. A seguito di ciò la barriera intestinale si altera e l’intestino diventa permeabile.

La sindrome dell’intestino permeabile (Leaky Gut)

Le strutture che normalmente incollano fra loro le cellule intestinali (giunzioni serrate) si alterano. Conseguentemente si apre lo spazio tra una cellula e l’altra, consentendo il passaggio di microrganismi, cibo e altre sostanze. In una fase avanzata di questo processo si verifica anche un danneggiamento cellulare, per cui i vari agenti possono entrare nell’organismo passando attraverso le cellule.

La Disbiosi: i vari agenti possono penetrare passando tra o attraverso le cellule.
La Disbiosi: i vari agenti possono penetrare passando tra o attraverso le cellule.

L’ingresso di microorganismi, cibo e sostanze tossiche nell’organismo crea stimolazione del sistema immunitario e infiammazione. Il sistema immunitario, infatti, si attiva per combattere tutto ciò che attraversa la parete dell’intestino. L’infiammazione della parete intestinale attiva il sistema nervoso con produzione locale di neurotrasmettitori (adrenalina…) e alterazione della peristalsi, che sono alla base del colon irritabile.

Colon Irritabile

Colon Irritabile
Colon Irritabile

Questa sindrome è estremamente comune e si manifesta con gonfiore, distensione addominale, dolori, eruttazione, flatulenza, costipazione e/o diarrea.

Altre conseguenze della Disbiosi

Se il sistema immunitario non riesce a bloccare localmente la penetrazione di microorganismi, cibo e sostanze tossiche,  si creano infiammazione generalizzata e reazioni immunitarie che coinvolgono tutto l’organismo:

  • Intolleranze alimentari secondarie all’alterazione della parete intestinale.
  • Allergie (per lo sbilanciamento dell’asse TH1/TH2).
  • Patologie autoimmunitarie: il passaggio di sostanze all’interno dell’organismo può determinare la produzione di anticorpi che vanno ad aggredire parti dell’organismo stesso. Un esempio è quello della Klebsiella: se questo batterio attraversa la barriera intestinale, si formano auto anticorpi (che attaccano l’antigene di istocompatibilità HLA B27). Anche il glutine può innescare reazioni autoimmuni.
  • Aumento di adrenalina, noradrenalina, cortisolo, vasopressina (ADH), aldosterone che provocano ritenzione di liquidi (cellulite, borse palpebrali), aumento della pressione arteriosastress della tiroide.
  • Aumento del colesterolo e degli ormoni sessuali femminili (con alterazioni del ciclo mestruale e fibromi uterini).
  • Deficit della produzione di anticorpi a livello delle mucose (Ig A) con tendenza a riniti, sinusiti, tonsilliti, bronchiti, cistiti e vaginiti.
  • Aumento dei gas intestinali, che predispone ad alterazioni della postura.
  • Aumentata produzione di ammoniaca e sostanze tossiche che, arrivando direttamente al fegato attraverso il circolo entero-epatico, ne provocano un sovraccarico che si manifesta con astenia, fatica cronica, cefalea e malessere generale.
  • Aumento della produzione di sostanze cancerogene.
  • Difficoltà digestive per il deficit del fegato e del pancreas.
  • Deficit di nutrienti e vitamine: che porta a perdita di tono della pelle e dei tessuti.
  • Aumento del grasso e sindrome metabolica.

Il ruolo del microbiota nell’aumento del grasso

Il ruolo del microbiota nell'aumento del grasso
Il ruolo del microbiota nell’aumento del grasso

Il trapianto di flora intestinale da un individuo obeso ad uno magro induce un aumento di peso in quest’ultimo e viceversa. Come si può spiegare?

  • La mucosa intestinale infiammata produce ormoni (polipeptide YY, glucagon-like peptide 1) che agiscono a livello del cervello riducendo il senso di sazietà.
  • Il microbiota influisce sull’assorbimento delle calorie degli alimenti. La fermentazione delle fibre non digeribili e la digestione delle proteine operate dalla flora aumenta zuccheri e grassi che arrivano al fegato provocando steatosi epatica. Il danno può evolvere in epatite, cirrosi non correlata all’alcol e tumore del fegato.
  • Contemporaneamente si crea anche una diminuzione del dispendio energetico per la diminuita utilizzazione degli acidi grassi da parte dei muscoli.

L’alterazione della flora intestinale, in conclusione, può determinare aumento del grasso corporeo e obesità (art. Il grasso è un organo). L’incremento del grasso si traduce in aumento dell’infiammazione generalizzata e sindrome metabolica. Questa sindrome accelera l’invecchiamento e ci predispone a diabete, obesità, malattie cardio-vascolari (ictus, infarto), demenza e tumori.

Malattie degenerative cerebrali

Si ipotizza che la sindrome dell’intestino permeabile crei una permeabilità analoga a livello della barriera emato-encefalica, che separa il cervello dal sangue. L’infiammazione potrebbe così estendersi anche al sistema nervoso centrale. Tale infiammazione può creare l’alterazione e il conseguente accumulo di alcune proteine (alfa-sinucleina e beta-amiloide), che determina la  morte delle cellule nervose come avviene nel morbo di Parkinson e nella malattia di Alzheimer. Inoltre si è scoperto che il microbiota influenza i livelli di BDNF (Brain Derivated Neurotropic Factor), un fattore di crescita neuronale implicato nella memoria e nell’efficienza delle funzioni cognitive. Anche nelle malattie degenerative cerebrali, quindi, potrebbe essere utile correggere la disbiosi.

CONCLUSIONI

La ricerca scientifica ha evidenziato il ruolo chiave della flora intestinale nella salute dell’organismo. La disbiosi può avere gravi ripercussioni sia a livello locale che su tutto il corpo. Un’alterazione della flora intestinale è stata individuata in molte patologie. Non è semplice, però, stabilire se la disbiosi sia solo una conseguenza o piuttosto un fattore che possa scatenare o contribuire al mantenimento di tali patologie. Si sta anche cercando di comprendere se la correzione della disbiosi possa migliorarle. A tal proposito si è scoperto che il ripristino della flora (ottenuto attraverso il trapianto di feci)  è uno strumento utile nelle malattie infiammatorie intestinali (morbo di Chron, colite ulcerosa, infezione da Clostridium difficile).

La Disbiosi
La Disbiosi

Indipendentemente dalle conclusioni a cui arriverà la ricerca, appare chiaro che per la nostra salute è fondamentale l’integrità del microbiota. Correggere la disbiosi consente di ridurre l’infiammazione (Art. L’infiammazione silente e la dieta), rallentare l’invecchiamento e prevenire malattie come sindrome metabolica, diabete, obesità, malattie cardiovascolari e malattie degenerative, che possono portare a grave disabilità o morte.

Il modo più semplice per combattere la disbiosi consiste nel correggere la dieta. Attraverso la nostra alimentazione, infatti, forniamo ai batteri il loro nutrimento. Correggendo la dieta, in soli 3 giorni abbiamo già una risposta delle flora. Se poi alla dieta associamo la somministrazione di prebiotici (sostanze non digeribili che rappresentano un nutrimento per i batteri) e di probiotici (ceppi di batteri buoni), il gioco è fatto! Ovviamente 3 giorni non bastano. Per ripristinare il microbiota occorre un periodo più lungo di trattamento con pre- e pro-biotici. E naturalmente è indispensabile un cambiamento permanente della dieta, che può essere ottenuto solamente attraverso una rieducazione del comportamento alimentare.