La tossina botulinica: veleno o farmaco?

Credo che sia necessario fare un po’ di chiarezza dato che sui media sono state date informazioni spesso scorrette riguardo alla tossina botulinica.

Certamente il nome fa paura perchè si associa alla grave malattia causata dall’ingestione di grandi quantità di tossina in cibo (solitamente conserve casalinghe o preparati a base di carne) contaminato da spore di Clostridium botulinum che, in assenza di ossigeno, germinano e producono la tossina.

COME AGISCE?
La tossina impedisce la trasmissione dell’impulso nervoso a muscoli e ghiandole. Il risultato dipende dalla quantità di tossina ed è rappresentato da riduzione della forza muscolare e della secrezione a livello ghiandolare.

L’effetto è transitorio: dopo qualche mese sparisce completamente senza lasciare alcuna traccia.

APPLICAZIONI

Nel 1989 il ministero della salute americano (FDA) ha approvato l’impiego della tossina botulinica nella cura dello strabismo e dello spasmo delle palpebre. Dal 1991 l’uso della tossina è stato esteso al trattamento di spasticità e sudorazione eccessiva (iperidrosi). Nel 2004 L’impiego della tossina botulinica in ambito estetico è stato autorizzato in Italia per il trattamento delle rughe glabellari (del pensatore) solo da parte di specialisti in chirurgia plastica, dermatologia, neurologia o chirurgia maxillofacciale. Da allora l’uso si sta estendendo ad altri campi: trattamento di emicrania, disturbi della prostata, problematiche vescicali, asma, obesità…

Esistono sette tipi di tossina botulinica (nominati con le lettere dell’alfabeto dalla A alla G). Quelli presenti in commercio sono il tipo A (Vistabex, Vistabel, Botox, Botoxin, Dysport, Azzalure e Bocouture) e il tipo B (Myobloc e Neurobloc).