L’Infiammazione Silente e la Dieta

Nel 2004 l’autorevole rivista Time dedicava la copertina al “killer segreto”: l’infiammazione silente alla base delle principali malattie dei nostri giorni. Cerchiamo di comprendere tale infiammazione e il suo rapporto con la dieta.

L’infiammazione è nostra alleata

L’infiammazione è un meccanismo di difesa fondamentale per l’organismo. Innescata da danni di varia natura, ha lo scopo di eliminare la causa  che l’ha attivata e di avviare un processo riparativo. Pensiamo a quando un batterio entra nell’organismo: il sistema immunitario si attiva per distruggerlo. Sulle cellule del sistema immunitario (macrofagi, cellule dendritiche, linfociti) sono presenti dei recettori (toll-like) che, quando riconoscono alcuni frammenti del batterio, attivano una cascata di reazioni che porta all’infiammazione.

The Secret Killer
The Secret Killer

Oltre ai batteri sono in grado di accendere l’infiammazione:

  • i radicali liberi (prodotti anche dal metabolismo del corpo),
  • il glucosio in eccesso,
  • gli omega-6 (precursori di sostanze infiammatorie),
  • gli acidi grassi saturi (Ie cellule del sistema immunitario non riescono a distinguere fra quelli assunti con la dieta e quelli dei batteri).

Al contrario ci sono sostanze che spengono l’infiammazione. Tra esse troviamo omega-3 e antiossidanti.

Come si crea l’infiammazione cronica

Se la causa del danno che ha innescato l’infiammazione persiste, questa da acuta si trasformerà in cronica. Si tratta di un processo asintomatico, in cui si accumulano le cellule del sistema immunitario (macrofagi, linfociti). Queste ultime, cercando di eliminare la causa del danno, producono in continuazione sostanze che vanno a distruggere i tessuti e, al contempo, stimolano un processo riparativo eccessivo che porta alla formazione di noduli di tessuto fibroso (come nella cellulite).

L'infiammazione silente
L’infiammazione silente

Si tratta di un processo subdolo, l’infiammazione silente, che può agire indisturbato per decenni provocando malattie cronico-degenerative. L’infiammazione silente, infatti, è stata messa in relazione a:

  • Diabete
  • Malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, coronaropatie, ipertensione)
  • Cancro
  • Artrite
  • Malattie autoimmunitarie
  • Dermatiti croniche come la psoriasi,
  • Cellulite
  • Malattia di Alzheimer,
  • Depressione
  • Osteoporosi
  • Fibromialgia
  • Disfunzione erettile e riduzione della libido
  • Asma e altre malattie respiratorie croniche

In conclusione è il male del secolo, perché dipende allo stile di vita dell’uomo moderno.

Il ruolo della Dieta

Prendiamo in considerazione l’alimentazione abituale:

  • eccesso di carboidrati raffinati (pane, pasta, riso, dolci, …), che hanno elevato indice glicemico (alzano velocemente lo zucchero nel sangue cioè il glucosio),
  • abbondanza di grassi saturi (carne, burro, formaggi, olio di cocco..),
  • eccesso di omega 6 (oli di arachidi, olio di semi di girasole, ..),
  • scarsa assunzione di omega-3 (pesce),
  • scarsa assunzione di frutta e nella verdura che contengono antiossidanti e fibre.

Una dieta di questo tipo innesca l’infiammazione cronica. La stessa dieta, inoltre, si ripercuote anche sugli ormoni.

Infiammazione e dieta
Infiammazione e dieta

L’aumento dello zucchero nel sangue dopo un pasto fa secernere al pancreas insulina, che va ad abbassare la glicemia (spingendo il glucosio dentro le cellule). L’eccesso di carboidrati, specie se raffinati, crea col tempo una iperproduzione di insulina con aumento del grasso e dell’infiammazione. Un eccesso di carboidrati e/o di proteine stimola anche la produzione di cortisolo.

Si tratta dell’ormone dello stress.

Questo ormone, prodotto dalle ghiandole surrenali, aumenta la glicemia per contrastare gli effetti dell’eccessiva produzione di insulina.

Col tempo l’eccesso di cortisolo rende le cellule resistenti all’azione dell’insulina. Si instaura, quindi, uno stato di insulino-resistenza, che è alla base di sindrome metabolica e diabete. In queste condizioni la glicemia, non più contrastata adeguatamente dall’insulina, tende a salire.

Un’alimentazione scorretta promuove il processo infiammatorio anche in maniera indiretta attraverso l’alterazione della flora intestinale (disbiosi) e l’aumento del grasso corporeo, che vanno a peggiorare ulteriormente l’infiammazione.

L’infiammazione cronica, a sua volta, porta ad un ulteriore aumento della produzione di cortisolo. Tale ormone, infatti, possiede azione antinfiammatoria e viene prodotto in caso di infiammazione per contrastarne gli effetti.

Il cortisolo in eccesso, però, porta anche a immunodepressione (tendenza a sviluppare infezioni), minore lucidità mentale (morte dei neuroni dell’ippocampo), inibizione della tiroide, ritenzione di liquidi, ipertensione…

Nel complesso si crea un circolo vizioso che mantiene attiva l’infiammazione e produce un danneggiamento lento e progressivo dei tessuti del corpo, che porta alla comparsa delle malattie cronico degenerative.

Cosa fare?

Sicuramente il primo punto su cui focalizzare l’attenzione è la dieta. Agendo sull’alimentazione, infatti, è possibile ridurre l’infiammazione. Gli obbiettivi che la dieta si deve proporre sono:

  • mantenere costante la glicemia per ridurre l’insulina,
  • ridurre la quota di grassi saturi (prevalentemente di origine animale) e implementare quella degli insaturi (derivanti solitamente dai vegetali),
  • mantenere un adeguato apporto di proteine, fondamentale per il trofismo dell’organismo, riducendo quelle animali e incrementando quelle di origine vegetale,
  • cercare di incrementare l’assunzione di omega 3 per bilanciare il rapporto tra omega-3/omega-6 ,
  • incrementare frutta e verdura per apportare antiossidanti e fibre.

Attraverso un’alimentazione corretta è possibile agire anche sugli altri fattori che intervengono nel determinare l’infiammazione: la flora intestinale e il grasso corporeo.Per un riequilibrio ottimale del microbiota, la dieta deve essere integrata con l’assunzione di prebiotici e probiotici.

Per quanto riguarda la riduzione del grasso corporeo, sicuramente la dieta è importantissima. E’, però, fondamentale anche lo svolgimento di un’attività fisica regolare. Questa, infatti, consente di mantenere elevato il metabolismo per contrastarne la diminuzione che si verifica durante la dieta e per mantenere la tonicità dei tessuti.

Un approccio integrato tra alimentazione, riequilibrio della flora e attività fisica è efficace per contrastare l’infiammazione silente, ripristinare la sensibilità all’insulina e prevenire il diabete e tutte le altre malattie cronico-degenerative che affliggono l’uomo moderno.