Quando iniziare i trattamenti di medicina estetica?

E’ vero che la pelle si abitua? Ma se poi smetto, mi crolla tutto? E se, dopo che ho iniziato, mi vedo meglio e non ne posso più fare a meno?  Spesso mi son state fatte queste domande, anche da persone di oltre 50 anni, preoccupate di iniziare troppo presto i trattamenti di medicina estetica.

Sento anche dire da tante persone che non hanno bisogno della medicina estetica perché spendono molto denaro in creme. Come ho spiegato in “le creme: soldi sprecati?”, le creme non riescono a penetrare la barriera cutanea e servono solamente a mantenere morbidi, idratati ed eventualmente a proteggere dai raggi solari gli strati più esterni della cute.

Mi sento di poter affermare che non c’è un’età precisa per iniziare i trattamenti di medicina estetica: tutto dipende dalle condizioni soggettive. Certamente prevenire è meglio che curare!

 

Cosa possono fare i trattamenti di medicina estetica?

Una pelle ben nutrita e idratata invecchia meno! E’ più resistente, infatti, all’esposizione ai raggi solari (i radicali liberi sono diluiti per il maggior contenuto di acqua) e forma meno rughe dovute alla contrazione dei muscoli facciali e alle posture durante il sonno (art “i 4 fattori responsabili dell’invecchiamento del viso“).

In generale una ruga che si sta formando o appena formata, se viene trattata scompare del tutto. Una ruga profonda può solamente essere attenuata dal trattamento.

Una contrazione eccessiva a livello del terzo superiore del viso porta a rughe profonde tra le sopracciglia (rughe del pensatore) e della zona perioculare (zampe di gallina), nonché ad uno stiramento verso il basso delle sopracciglia. Col tempo questo genera allungamento della fronte,  abbassamento delle sopracciglia e appesantimento delle palpebre superiori. Trattamenti che riducono la contrazione muscolare a questo livello (vedi “quello che non sapete della tossina botulinica) possono prevenire non solo la formazione di rughe profonde, ma anche la discesa delle sopracciglia e l’appesantimento dello sguardo.
Insomma per rispondere alla domanda iniziale, dico: appena si manifesta il sintomo e comunque prima possibilePerché aspettare?